La Porta Magica, Andrea Delogu e la musica che salva
Pubblicato: 24 febbraio 2026
ALLE STUDENTESSE
AGLI STUDENTI
La puntata odierna de La Porta Magica, condotta con misura e passione da Andrea Delogu, ha raccontato un frammento di vita che vale più di mille filippiche: la vicenda di Federica, giovine approdata più di dieci anni fa al ns. Liceo con una ferita antica — il bullismo subito al primo ciclo — e trovata, non salvata, semmai guidata da una docente di quelle che sanno il fatto proprio, la prof.ssa Giuliana Mazza.
Non c’è luogo comune che tenga: la scuola che non ascolta è un teatro vuoto. Qui invece la scuola ascolta. Si accompagnano i discenti, si offre cura, si apre uno spazio. Poi gli esiti possono essere vari. "Results may vary" chiamarono il loro disco più insolito i Limp Bizkit. E la musica — proprio la musica — diventa materia di cura, atto pedagogico, rito di guarigione. Federica intona quattro versi a cappella di Lady Gaga, sospira e poi offre alla telecamera ovvero al pubblico un pezzo italiano che squarcia: un brano di Tenco, Vedrai, vedrai. Sì — Luigi Tenco: non un repertorio d’accatto, non un cliché sentimentale, ma la profondità di un cantautore che mette a nudo il cuore. Che Federica scelga Tenco è un atto di coraggio culturale e civile: è restituire alla scuola e alla sua comunità la forma più alta di un dolore che diventa parola e canto. Accostiamo questo gesto al discorso contemporaneo sulla canzone popolare celebrata nella settimana corrente dal Festival di Sanremo: prendete J-Ax, messo, quale icona di chi ha saputo reagire al bullismo e farne un'arte, sulla copertina del libro della nostra ex studentessa Simona, che abbiamo avuto il piacere di ospitare durante la Giornata nazionale del Rispetto. Nel testo che il cantautore milanese sta per presentare alla kermesse sanremese è rappresentata l’Italia degli stereotipi, dei meme, delle strofe che sembrano banali e che invece sono fotografia emotiva di un Paese che si arrangia, che resiste, che inventa dignità, fra piccoli sotterfugi e grandi speranze. È ironia mordace e tenerezza nello stesso tempo: J-Ax costruisce un kit ("starter pack") di sopravvivenza nazionale, che parla ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, e li interpella. Ecco la storia di Federica e il testo di J-Ax sono due lati della medesima esperienza pubblica. Da una parte, il vissuto personale che trova nel canto la sua cura; dall’altra, il racconto collettivo che nomina le contraddizioni e fornisce ad esse linguaggio. La scuola deve saper leggere entrambi questi aspetti ed agire — non con la retorica, bensì con pratiche concrete. E infatti per chi scrive è stato un onore poter accompagnare la settimana scorsa la prof. Giuliana allo Studio 6 del Centro di Produzione Fabrizio Frizzi (ex Dear di Roma) per le riprese della puntata andata in onda oggi. È stata anche l'occasione per incontrare de visu Federica ed invitarla ad esibirsi nel ns. Auditorium, augurando nel contempo buona fortuna alla sua ambiziosa carriera di musicoterapeuta. Nel frattempo, la attenderemo a scuola, magari auspicando che si faccia a sua volta portavoce di una collettività, e aspetteremo con lei anche Andrea, che ci ha promesso che l'avrebbe accompagnata in questo νόστος che sa già di nuovo.
Cordialmente,
il vs. Dirigente
Prof. Sergio Arizzi
