Messaggio agli studenti per il Secondo quadrimestre dell'a.s. 2025/26

Pubblicato: 19 febbraio 2026

🎵 You live, you learn.

You love, you learn.

You cry, you learn.

You lose, you learn.

You bleed, you learn.

You scream, you learn. 🎵

Alanis Morisette

Care Studentesse, cari Studenti,

quando una settimana fa ho reso note le pagelle, ho avvertito un moto di nostalgia: l’idea di sfogliarle tutte e leggerle nelle classi, una per una, come si poteva  nei tempi della cosiddetta Generazione X. Oggi quel gesto sarebbe impraticabile, per il numero di classi, per la complessità della comunità scolastica, oltre che per la dimensione stessa dell’istituto. E tuttavia rimane intatto il desiderio che quelle pagelle soddisfano, raccontando non soltanto numeri, bensì  percorsi, impegni, margini di miglioramento.

Ogni valutazione è una fotografia provvisoria. Più che una sentenza sulla persona, è un’indicazione sul metodo, sulla perseveranza, sulla capacità di trasformare l’ascolto in studio e lo studio in pensiero. Vivete in un tempo che pone sfide inedite: flussi informativi incessanti, sovraesposizione al confronto istantaneo, mercati e contesti in rapido mutamento. In questo paesaggio, dedicarsi allo studio è in primis un atto di disciplina intellettuale e insieme di libertà: è costruire gli strumenti per orientarsi, scegliere e decidere.

C’è una locuzione latina ovvero un aforisma che ci ricorda la radice stessa del sapere: "dubium initium sapientiae". René Descartes alias Cartesio invitava a non accettare acriticamente ciò che si riceve; piuttosto suggeriva di mettere alla prova le convinzioni con la ragione. Il dubbio non è infatti paralisi: è pratica rigorosa che conduce alla conoscenza. Studiare significa esercitare il dubbio con metodo, trasformandolo in certezza fondata su prove ed argomentazioni solide.

Le pagelle che avete ricevuto mostrano fatica e progresso, punti di forza e nodi da sciogliere. Prendetele come occasione, non come destino. Non accumulate conoscenze per il solo voto: coltivate l’abitudine a leggere con cura, a confrontare fonti, a costruire argomentazioni. È così che si forma l’autonomia intellettuale.

La vostra generazione possiede una risorsa preziosa: la plasticità. Sapete adattarvi, riapprendere, inventare forme nuove di collaborazione. Questa plasticità va incanalata nella responsabilità individuale e collettiva. Essere protagonisti della vita scolastica significa assumersi impegni concreti: organizzare il proprio tempo, partecipare al dialogo, contribuire a progetti comuni, senza confondere i ruoli che la comunità ha attribuito a ciascuno.

Affrontate le difficoltà con resistenza: la perseveranza nello studio è la forma più convincente di resilienza. Coltivate la curiosità critica che rende possibile l’innovazione sociale ed economica; non cercate risposte precostituite, ma problemi da investigare, ipotesi da verificare, argomentazioni da raffinare. Non cercate leader che vi dicano che cosa pensare: fatevi domande, verificate i fatti e partecipate con responsabilità alle assemblee, ai consigli e ai laboratori dove si decide insieme.

Le pagelle non chiudono un percorso: lo riaprono. Ogni errore può diventare consapevolezza; ogni incertezza può diventare domanda; ogni risultato positivo, responsabilità più alta. Accettate la sfida: impegno quotidiano, curiosità critica, rispetto delle regole del confronto. Così non cresceranno solo i vostri voti, ma al contempo la qualità della comunità che condividiamo.

Con stima e fiducia,

il vs. Dirigente 

Prof. Sergio Arizzi

P.S.: In Presidenza c'è sempre un orecchio pronto ad ascoltarvi.😉